Sessualità di coppia: Cosa gli uomini non devono dire

Una frase detta fuori luogo e il rapporto sessuale può saltare: il desiderio si smorza, l’imbarazzo prende il sopravvento e cresce la voglia di scappare molto ma molto lontano. Il problema sorge quando una frase sbagliata diviene un vero e proprio rituale: i peggiori sono i nomignoli ripetuti  di continuo senza essere certi che dall’altra parte ci sia gradimento, questi portati all’esasperazione rischiano di trasformare l’incontro erotico in un momento da cancellare dalla memoria.

Ad essere maggiormente colpiti da questa sindrome del nomignolo sono i maschietti (quelli italici in particolar modo che già hanno tanta fantasia, clicca qui e scopri di cosa parlo) che si lanciano spesso e volentieri in nomi dal romantico al melenso.  Spesso i nomi sono utilizzati per veri e propri giochi di ruolo nella coppia per legittimare la voglia di stare sessualmente insieme.

Sessualità di coppia: Cosa gli uomini non devono direMa se gli appellativi cadono come fulmini a ciel sereno (magari durante il culmine del piacere sessuale), cosa succede? Come ci si comporta? Per primo bisogna capire che tipologia di uomo si ha davanti, cerchiamo di farne una categorizzazione:

  1. La prima categoria è quella dei romanticoni (diabetici si potrebbe dire). Con questa tipologia di uomini, il rapporto sessuale rischia di trasformarsi  in un tripudio di parole come “Amorino”, “Orsetta”, “Cucci Cucci”, “Tatina”. Questi nomi ricordano più l’aula di un asilo che un’alcova dell’erotismo più sfrenato e sfacciato. Questi nomi allontano ogni tipo di fantasia erotica hot. Il desiderio potrebbe calare e la passione non essere più travolgente come in partenza. A questo punto, c’è una sola maniera per risolvere la situazione, il dialogo tra amanti: parlare può risolvere la situazione, ma nella maggior parte dei casi, però, sarà il DNA ad avere la meglio, e l’amante melenso sarà difficile da debellare nonostante un’intensa riabilitazione.
  2. La seconda categoria riguarda gli uomini a cui piace viaggiare nel tempo con la mente. Il loro vocabolario sessuale varia a seconda del periodo storico nel quale decidono di far l’Amore; quindi un giorno potrebbero dare del voi alla loro compagna, un altro darle della Madame, un altro ancora Consorte, per non dimenticare Concubina e Signora. Questo gioco linguistico se fatto di tanto in tanto può essere interessante (rientra sempre nell’idea di giochi di ruolo), ma se diviene quotidiano può divenire pesante per la compagna, che potrebbe essere terrorizzata all’idea di vedersi sbucare qualche personaggio storico.
  3. Terza categoria (forse la più pericolosa e ingestibile), quella del torpiloquio facile, della bestemmia o della parolaccia. In questo caso i rapporti sessuali iniziano con molta dolcezza per degenerare nella sagra della parolaccia quando ci si avvicina alla meta orgasmica. Se vi è accordo circa questo scambio di parole, allora tutto fila liscio, ma il più delle volte le donne non sono desiderose di sentirsi dare della p….., t…., etc (lascio spaziare la vostra fantasia a riguardo). La situazione può addirittura peggiorare se i maschietti decidono di impersonare il loro attore porno preferito non solo nelle gesta ma anche nel vocabolario attraverso descrizioni poco eleganti delle azioni da compiere. Se poi, il partner in questione fosse anche un iscritto al club degli esibizionisti verbali (coloro che al culmine del piacere alzano i decibel in modo da farsi sentire da tutto il vicinato), allora la vergongna raggiungerebbe l’apice massimo. Con molta probabilità, l’esagerazione linguistica maschile deriva dalle fonti d’imitazione, senza voler essere retrogradi l’abuso di materiale pornografico rende il rapporto sessuale più un’esibizione personale quasi narcisistica che altro.

Di certo qualsiasi fantasia, fisica o verbale si decida di perseguire durante un rapporto sessuale, deve essere la coppia nel complesso ad averla scelta. Perciò, prima di lanciarsi in esclamazioni che potrebbero sortire effetti opposti da quelli sperati, sarebbe meglio parlarne senza troppe vergogne con la propria metà. E ricordarsi sempre che, spesso, uno sguardo vale più di mille parole.

A riguardo anche una buona lettura sul piacere sessuale femminile (fatta magari insieme) può essere d’aiuto e d evitare la visione di materiale pornografico da utilizzare per far godere la propria donna. Riconoscere e far godere la propria donna sessualmente non è difficile, basta conoscere le giuste informazioni. Clicca su Comefargodereledonne e scopri come far godere la tua donna. L’orgasmo femminile non sarà più un mistero per te (e per la tua donna).

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